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LA  NOTIZIA  DI   ABITARE bio

(a cura dell’arch. Alfredo Misitano Presidente di ABITARE bio)

 

Il Decreto crescita fa crescere anche l’esposizione all’elettrosmog.

 

Pur  lasciando invariato il limite di 6 V/m per i campi elettromagnetici per l’alta frequenza (telefonia mobile, radio, Tv, ecc.), è cambiato il metodo di misurazione: il calcolo della media mobile,  invece di valutarla su 6 minuti di monitoraggio (come stabilito dal precedente Dpcm 8 Luglio 2003), viene calcolato su un arco di 24 ore di tempo (chiaramente così si abbassa di molto il valore della media mobile).

Questa la novità contenuta nell’art. 14 del Dl 179/2012, il cd. “Decreto Crescita”, convertito definitivamente in legge dalla legge n. 221 del 17 dicembre 2012.

Ecco, quindi, come il Governo ha aggirato l’ostacolo della maggiore emissione  elettromagnetica  che sarà generata dalla futura rete della telefonia mobile di quarta generazione. 

In sintesi, tutto questo rende:

1)   - meno gravoso il rispetto dei limiti da parte dei gestori (sono quelli che  traggono più vantaggi da questo Decreto);

2)   - più gravoso il compito di rilevamento da parte dei tecnici;

3)   - più oneroso il costo di un monitoraggio elettromagnetico per il privato che vuole conoscere a quanto elettrosmog è esposta la sua casa che nei pressi ha ubicata una stazione radio base;

4)   - ancora maggiore, e questa è la cosa più grave, l’esposizione della popolazione all’inquinamento elettromagnetico.

Il Governo con questo Decreto non ha modificato il precedente Dcpm e quindi non ha innalzato il limite dei 6 V/m, come si era temuto in un primo momento, ma è riuscito lo stesso ad accontentare i gestori della telefonia mobile con un piccolo stratagemma.  Esultano, quindi, gli operatori di telefonia, pronti da gennaio 2013 a far partire i lavori per installare i nuovi “ripetitori” per l’Lte, ovvero le antenne per la quarta generazione - la 4G - della telefonia mobile in grado di far viaggiare la voce ma soprattutto i dati a una velocità ben superiore all’attuale Umts.

Chi paga le conseguenze di tutto ciò?  Sempre la popolazione, perché  Il Decreto Crescita fa crescere anche l’esposizione all’elettrosmog.

 

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